È giusto portare i bambini dal nutrizionista?

Giusto o non giusto? Oggi la nostra biologa nutrizionista Leslye Pario propone un articolo molto importante. Spesso il successo o l’insuccesso legato al nostro benessere, non dipende solo dalla cura, ma dalla volontà del paziente o di chi è a lui vicino e responsabile.
È giusto?
La domanda “è giusto”? La risposta “dipende”! La risposta potrebbe sembrare un po’ strana per questo vi invito a leggere il mio ragionamento di oggi.
Una doverosa premessa
Nel 2019, i bambini in sovrappeso sono il 20,4% e gli obesi il 9,4% (valori soglia dell’International Obesity Task Force, IOTF); i maschi hanno valori di obesità leggermente superiori alle femmine (maschi obesi 9,9% vs femmine obese 8,8%). Si evidenzia un chiaro trend geografico che vede le regioni del Sud avere valori più elevati di eccesso ponderale in entrambi i generi. Prevalenze di obesità più elevate si osservano anche in famiglie in condizione socioeconomica più svantaggiata e tra i bambini che sono stati allattati al seno per meno di 1 mese o mai. (potete approfondire CLICCANDO qui).
È giusto secondo i dati ufficiali, ma… contano i genitori
Considerando questi dati verrebbe da rispondere che è giusto far seguire i bambini dal nutrizionista.
È bene altresì ricordarsi che le abitudini alimentari di un bambino vengono condivise dai genitori, da cui derivano l’educazione all’alimentazione e le abitudini. Nel mio caso, quando mi viene chiesto di lavorare insieme a un bambino, la prima cosa che chiedo è di poter parlare con i genitori.
Questo perché se loro in primis prediligono delle abitudini sbilanciate e non sono disposti a cambiare insieme al figlio, il lavoro di cambiamento con il bambino non potrà avere inizio.
Nel caso di genitori NON predisposti
Ho già avuto esperienze in cui la mamma e il papà non erano predisposti nel porre l’attenzione su loro stessi e purtroppo ognuna di queste consulenze è stata vana.
Questo perché le due principali figure di riferimento di un bambino, sono le prime a dover dare l’esempio e affiancarlo in questo percorso. Così facendo si rivelerà un’azione non solo utile a tutta la famiglia ma anche alla crescita del bambino stesso come individuo.
Ho notato infatti, nei casi in cui questa collaborazione non è stata presente, che spesso il bambino ha manifestato sentimenti di disagio. Non si sentiva accettato o compreso quasi come se riconoscesse di essere lui il problema.
Nel caso di genitori predisposti
Nel caso in cui, invece, la famiglia che riconosce di avere abitudini alimentari scorrette, è predisposta ad un lavoro di cambiamento allora sì, accetto di lavorare con i bambini.
Quindi prima di chiedersi se è giusto portare i bambini dal nutrizionista, ai genitori pongo una riflessione: sono disposto a migliorare insieme a mio figlio ed essere d’esempio?
Ed è solo quando il coinvolgimento è per tutti i membri della famiglia che realmente si risolve un problema come ad esempio quello dell’obesità infantile. È bene che il genitore riconosca che cambiando per primo, sarà in grado di dare al figlio il corretto esempio anche nelle sue abitudini alimentari.
Cosa ne pensate?
CLICCA per vedere il video sull’importanza dei genitori per il benessere dei bimbi



