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“Iter” produrrà energia come un piccolo sole

Energia

Sta nascendo ITER, il reattore che produrrà energia sul principio del Sole.

La paura del nucleare

Quanto sentiamo parlare di energia nucleare, immaginiamo subito grandi ciminiere, cupole di cemento armato e scorie radioattive da sistemare in qualche luogo remoto (possibilmente lontano da casa nostra).

I problemi sollevati dalla produzione di energia nucleare hanno indotto più di un Paese, tra cui l’Italia, a rinunciarvi ma anche quelli che attualmente la producono, cercano un modo “pulito” per ottenerla, senza avere cioè scorie radioattive come “sottoprodotto”.

Gli esempi in natura sono ben visibili, a cominciare dalla nostra stella.

Il “trucco” è nella modalità di produzione dell’energia.

Fissione e fusione

Nella fissione, un nucleo “pesante” è spezzato in due più leggeri la cui somma delle masse non è uguale a quella del nucleo iniziale perché la parte mancante si è trasformata in energia.

E’ ciò che noi siamo abituati a considerare “il nucleare”: quello inquinante, pericoloso, che impiega secoli a tornare “inerte”, quello con cui si fanno anche le bombe.

La fusione è tutt’altra cosa ma con lo stesso risultato: due nuclei “leggeri” si fondono in uno più pesante la cui massa non è equivalente alla somma dei due nuclei primitivi perché una parte si è trasformata in energia.

Purtroppo è difficilissimo ottenere le temperature necessarie a innescare il processo, anche se l’uomo è riuscito comunque a produrre la famosa “bomba H” (all’idrogeno) infinitamente più potente della “bomba atomica”.

ITER piccolo sole

Tuttavia le conoscenze e i materiali progrediscono e ora, in Francia, stanno realizzando ITER, il reattore che funzionerà sul principio del Sole.

Nasce a Cadarache, in Provenza, con un preventivo di spesa attorno ai venti miliardi di euro e la messa in funzione prevista per il 2025.

Gli esperimenti finora condotti hanno consentito di conoscere questa reazione nucleare ma non di produrre energia in surplus, sino a oggi.

Il reattore ha componenti provenienti da tutto il mondo, Italia compresa.

Il cuore dell’impianto (Tokamak) avrà un’altezza e un diametro di trenta metri, peserà 23.000 tonnellate. Alcuni magneti superconduttori hanno un diametro di circa 24 metri e, data la loro stazza, sono assemblati direttamente su posto.

I superconduttori saranno tenuti a – 269° C mentre il plasma che circolerà all’interno del Tokamak, in condizioni di vuoto praticamente assoluto, avrà una temperatura di 150 milioni di gradi, più alta della temperatura nel nucleo del sole.

Nessun pericolo

Può apparire, ed è, spaventoso ma contrariamente a quanto sembrerebbe, non possono accadere incidenti come a Fukushima o Chernobyl.

Se qualcosa compromette l’ambiente interno, la reazione, semplicemente, si arresta e non c’è emissione di gas serra.

Le materie prime, come ad esempio l’acqua, sono abbondanti mentre i materiali radioattivi limitati con tempi di decadimento relativamente brevi.

Se tutto andrà bene, ITER dimostrerà che è possibile produrre energia con la fusione lasciando però a DEMO, il suo “successore”, il compito di diventare una centrale elettrica a tutti gli effetti per il 2050 circa.

Come ogni cosa nella scienza, anche questo progetto vedrà la sua affermazione o il suo declino solo all’atto pratico ma la via è senza dubbio tracciata e promettente.

Pubblicato il: 19 Luglio 2019
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