Vince Tempera premiato all’Ambrogino d’Oro 2025
Milano ringrazia 42 cittadini che hanno dato lustro e bellezza alla città con le loro opere e azioni

Numeri e nomi
Sono state ben 280 le candidature per l’edizione 2025; di queste, il Comune ha scelto di premiarne 42. Ognuna una storia vera, fatta anche di complessità, ma con un fattore comune: la generosità. In sintesi: la Grande Medaglia d’Oro è ad appannaggio del FAI, a cui è affidato il compito di custodire l’enorme patrimonio paesaggistico e culturale del nostro Bel Paese. Le Medaglie d’Oro sono 15 (di cui 6 alla memoria) e 20 sono invece gli Attestati di Civica Benemerenza. 42 figure differenti, diverse per ambiti, ma che rappresentano un mosaico di ricchezza interiore e umanità.
Parlando di nomi, spicca quello di Enrico Mentana, giornalista e voce storica di LA7; il coraggio è premiato grazie al poliziotto Christian Di Martino. Un’altra figura illustre a ricevere l’Ambrogino fa parte della medicina, ed è l’endocrinologo Vincenzo Cimino per il suo impegno nella lotta al diabete. Come si intuisce, ci sono anche nomi lontani dai riflettori, ma che ricevono meriti perché fanno funzionare la città e aiutano la popolazione. Tra questi ci sono purtroppo nomi di scomparsi che ricevono le Medaglie alla memoria, tra questi Mario Fezzi, Annamaria Gatto e Carlo Alfredo Clerici, che sono stati professionisti che hanno che hanno inciso profondamente nella comunità.
Ma sono tanti ancora gli attestati e citiamo il Nucleo Radiomobile dei Carabinieri, ResQ per il soccorso in mare, ma anche l’amica da tanti anni Jo Squillo, eclettica e completa artista e conduttrice televisiva, ma soprattutto in questo caso, instancabile nella sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne.
Come ogni anno, l’Ambrogino d’Oro torna a illuminare persone e realtà che hanno lasciato un’impronta autentica nella vita cittadina. Domenica 7 dicembre è alle porte ed è proprio il giorno del Santo patrono della città meneghina, da cui trae origine il premio più importante e ambito. Un riconoscimento che sarà consegnato al Teatro Dal Verme di Milano, in via San Giovanni sul Muro 2. Impegno, cultura e dedizione sono i termini appropriati per chi riceverà questo simbolo così ambito e radicato. E saranno due le tipologie assegnate: la medaglia d’oro e l’attestato di civica benemerenza.
Vite difformi, impegnate in ruoli e attività diverse, ma che dimostrano la bellezza e la sensibilità di una Milano che non è solo e troppo spesso teatro di cronaca nera, ma che prova a dare tutta se stessa e tenta ogni giorno di migliorarsi.
Vince Tempera, il milanese che ha fatto cantare generazioni

Non scrivo mai in prima persona, come giornalista cerco sempre di rimanere “distaccato” dagli eventi che raccontiamo e scriviamo, ma nel caso di uno dei nomi premiati di quest’anno, non ci sono riuscito e quando ho saputo da un consigliere comunale Pietro Giorgio Celestino, che c’è anche lui a ricevere l’attestato di civica benemerenza, non sono riuscito a non farmi coinvolgere emotivamente. “Si, ci sarà anche Vince Tempera a ricevere l’Ambrogino d’oro” [ha detto] il consigliere comunale.
Ed eccomi qui a scrivere di un amico e soprattutto del Maestro Vince. Lo conoscono praticamente ovunque in Italia e all’estero; a Milano poi non ne parliamo. Lui è nato qui nel 1946, non ha visto la bestialità della guerra per un pelo. Forse è per questo che si è trovato la musica nel cuore e tra le dita delle sue mani da subito. Forse perché non esiste la casualità e dopo tanta bruttura da lassù lo hanno scelto non solo per suonare la musica, ma per costruirla, scolpirla e respirarla.
Un po’ di storia del Maestro Vince Tempera
Lui è tutto a 360 gradi nel campo delle 7 note: è tastierista, arrangiatore, compositore, direttore d’orchestra e produttore. Sono decenni di musica italiana in cui ha lasciato il segno indelebile della sua arte. Tempera ha iniziato il suo percorso artistico con i Pleasure Machine e con Il Volo, poi con il classico colpo di genio nel 1970 firma la prima opera rock italiana. Da lì in poi, una carriera a cavallo tra palchi e studi di registrazione, direzioni orchestrali con la London Symphony Orchestra e la Bulgarian Symphony Orchestra, partecipazioni al Festival di Sanremo, presenze all’Eurofestival.
Non solo questo, lui non si è mai fermato e non si ferma mai. Il suo nome segna la memoria collettiva anche per quanto riguarda cinema e televisione. Indovinate un po’ di chi sono le colonne sonore di Fantozzi o Paganini Horror? E non ditemi che non avete mai sentito o cantato quelle meravigliose sigle e melodie che si riconoscono in un secondo: Ufo Robot, Goldrake, L’Ape Maia. Melodie entrate in ogni casa, in ogni posto, in ogni età. Visto che oggi parlo, in via eccezionale, in prima persona, forse l’unica alter ego in questo campo è Cristina D’Avena e ho la fortuna di conoscere anche lei e sua sorella Clarissa. Ma di questo poi ne riparleremo.
Il rapporto con Guccini
Cosa dire poi del suo legame con i Musici di Francesco Guccini? Dal 1968 Tempera è presenza fissa a fianco del cantautore: prima arrangia brani per i Nomadi, poi ricama su album come L’isola non trovata, Radici, Stanze di vita quotidiana. E proprio lui ha contribuito alla creazione di quel capolavoro autoriale de La locomotiva, simbolo indiscusso della poesia, o meglio della poetica gucciniana. Oggi continua con i concerti e suona le tastiere con Ellade Bandini, Flaco Biondini e al sax Antonio Marangolo.
Un repertorio in viaggio nel tempo, anzi senza tempo, tra una generazione e un’altra. E in questo articolo così speciale, allora vi dico anche questa: Io e la mia amica Loredana, che conosce per filo e per segno ogni parola dei testi di Francesco, abbiamo mangiato assieme a lui a Torino dopo una performance al Teatro Colosseo: a tavola Vince, Francesco, Loredana, io e un gruppo di amici musicisti. Loredana mi ha fatto un monumento (non è vero!).
Chiudiamola qui, sapete che Tempera è anche talent scout? Sono passati attraverso la sua preziosa guida gente così, ma proprio così, tipo Fabio Concato, Biagio Antonacci, Loredana Bertè e Zucchero. L’Attestato di Civica Benemerenza assegnato a Vince Tempera non è solo un premio, ma di più, è un abbraccio della città a uno dei suoi interpreti più autentici.
3 Domande al Maestro
Vince, da milanese vero, cosa significa per te ricevere un abbraccio così forte dalla tua città con l’Ambrogino d’Oro?
È con grande onore che ricevo questo riconoscimento. Ringrazio i milanesi e il Comune di Milano per questo Attestato di Civica Benemerenza. Lo ricevo con orgoglio, da cittadino milanese.
Stai lavorando a un nuovo progetto artistico in questo periodo che puoi anticiparci in esclusiva?
Sto lavorando con il pianista Paul Robino su un progetto musicale dedicato al mare e contro i delitti ecologici che è costretto a subire.
Come talent scout di Zucchero, Concato e altri, c’è un giovane artista che hai individuato e che speri di portare al prossimo Sanremo?
Per il momento, non vedo nuovi artisti che io possa presentare a Sanremo. Vedremo in futuro.
E per chiudere, Vince: vista la bella serata a Torino, quando organizziamo la prossima cena con Francesco, io e Loredana?
Il prossimo mese di aprile 2026, il 16, sarò a Torino con i Musici di Francesco Guccini in concerto. Quel giorno sarà un’ottima ragione per fare una REUNION!



