“Re Giorgio (Armani) ha abdicato
Addio a Giorgio Armani, l’uomo che ha vestito il mondo
Milano, 4 settembre 2025 — Giorgio Armani si è spento oggi a 91 anni nella sua città d’adozione, Milano. Con lui non muore solo uno stilista, ma un’epoca. Un modo di pensare, di camminare, di essere. Re Giorgio ha abdicato, ma il suo regno, fatto di tessuti, silenzi e proporzioni, resterà eterno.

La rivoluzione del “togliere”
Armani non ha mai urlato. Ha sussurrato con il taglio di una giacca, con il tono “greige”, tra grigio e beige, che è diventato il suo linguaggio. Negli anni ’70, dopo la gavetta alla Rinascente e l’esperienza con Nino Cerruti, fonda la sua maison nel 1975 con Sergio Galeotti. Da lì, la rivoluzione: la giacca destrutturata, fluida, senza spalline rigide, che libera il corpo e ridefinisce la mascolinità.
Nel 1980, Richard Gere indossa Armani in American Gigolò e il mondo si accorge che l’eleganza può essere sensuale, moderna, quotidiana. Da quel momento, Armani diventa sinonimo di stile globale.
Il costumista delle emozioni
Ha vestito oltre 230 film: Gli Intoccabili, The Wolf of Wall Street, Mission: Impossible, The Dark Knight, Gattaca, Don’t Look Up. Ha collaborato con registi come Martin Scorsese, Bertolucci, Tornatore, Sorrentino. I suoi abiti non erano solo costumi: erano caratteri, atmosfere, silenzi.
George Clooney disse: “Ho cercato la parola ‘classe’ sul dizionario. Per un momento mi è sembrato di vedere lì il nome Armani”.
Le star che lo hanno scelto
Armani ha vestito presidenti, attori, cantanti, icone. Da Richard Gere a Cate Blanchett, da Julia Roberts a Lady Gaga, da Beyoncé a Madonna, da Tom Cruise a Sophia Loren. Claudia Cardinale disse: “Il mio stile è Armani. Nessuno, in nessun posto del mondo, mi chiede mai: cosa indossi?”
La stampa mondiale lo celebra
- BBC: “Archetipo dello stile italiano”
- Le Figaro: “L’ultimo imperatore della moda italiana”
- The Guardian: “Sinonimo di eleganza moderna”
- El País: “Il primo stilista italiano a conquistare Hollywood”
- CNN: “Ha portato i red carpet a nuovi livelli”
- New York Times: “Una uniforme maschile con forma femminilizzata che piaceva alle donne”
Biennale di Venezia 2025: il suo ultimo atto
Proprio in questi giorni, alla 82ª Mostra del Cinema di Venezia, Armani stava celebrando i 50 anni della sua maison e i 20 anni di Armani Privé. Ha lanciato Armani/Archivio, una piattaforma digitale che raccoglie migliaia di look storici, e ha vestito oltre 25 star sul red carpet. Julia Roberts, Cate Blanchett, Aaron Taylor-Johnson, Sofia Carson e molti altri hanno reso omaggio al suo stile.
Armani Beauty, sponsor ufficiale del festival, ha curato il make-up delle celebrità e presentato il Premio degli Spettatori nella sezione Venezia Spotlight. Un tributo che ha unito cinema, moda e cultura.
Un’eredità che continua
La camera ardente sarà aperta all’Armani/Teatro il 6 e 7 settembre. I funerali si terranno in forma privata. Il Gruppo Armani ha dichiarato: “Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni. Continueremo nel solco della sua visione, con rispetto e amore”.
Il nostro saluto
Come redazione di Globe Today’s, ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Giorgio Armani. Annunciare la fine di figure così titaniche, che hanno dato lustro all’Italia e voce al suo talento nel mondo’ è sempre un atto doloroso. Solo poche settimane fa abbiamo salutato Pippo Baudo, il maestro della televisione, con un articolo che ne ha ripercorso la grandezza e la discrezione. Oggi, con Armani, si chiude un’altra pagina di storia.
Ma siamo certi che il segno che questi uomini hanno lasciato, nella moda, nello spettacolo, nella cultura, è immortale. Armani non è stato solo uno stilista: è stato un modo di essere. E quel modo continuerà a vivere, ogni volta che qualcuno sceglierà la sobrietà al posto dell’eccesso, la grazia al posto del rumore.



