AI, il ritorno alla base e l’amico che ti accompagna

L’Intelligenza Artificiale impatta sulla produzione di contenuti
Cambia tutto, l’intelligenza artificiale modifica i metodi di lavoro, quello che costava ore costerà o costa già minuti se non secondi, l’inaccessibile diventa possibile, ma vorrei riflettere su aspetti anche paradossali di una rivoluzione di metodo.
Essendo innalzati i livelli produttivi, si tenderà a richiedere e dare per scontato quello che prima, per esempio in termini di audio e video, ma nella produzione in generale, si otteneva come grosso risultato.
I doppiaggi e le traduzioni avranno tempi veloci, e qualche collaborazione o posto di lavoro sarà sacrificato, ma questo si può dire che accada con qualsiasi innovazione. Venendo ai contenuti in senso più “stretto”, cioè alle trame, a quello che si racconta, a quello che si filma, a quello che si decide di immettere o scartare nei documentari e nelle serie TV legati allo sport, o anche durante le dirette, credo che la AI porterà un “back to basics” che non mi sembra sia ancora stato capito.
Da osservatrice generale storco un pò il naso, ma da produttrice della serie “Sport Crime” potrei anche ringraziare e vederci una convenienza, perché per “ritorno alla base” intendo una rinnovata necessità di contenuti umani, amichevoli, accessibili e sentiti che diventeranno ancora più decisivi in tempo di creazioni sempre più perfette e sempre più artificiali.

Il ruolo dell’umanità e del racconto nell’era dell’AI
In semplici parole, credo che la freddezza della AI porterà ancora più bisogno di umanità nel racconto sportivo.
Se questa mia affermazione, condivisa oppure no, può essere immaginata nei film, nei documentari e nelle serie TV, qualcuno si chiederà perché abbia nominato le dirette televisive, che non hanno un racconto scritto, ma seguono quello che accade dal vivo. Ecco, io credo che l’influsso generale delle intelligenze artificiali si estenderà anche fino a qui.
Le dirette avranno sempre più frecce, grafiche, informazioni, immagino che tra poco si potranno avere i dati di un giocatore senza usare il telefonino, cioè chiedendo direttamente allo schermo di visione di fornire un pop up o una scheda. E questo però metterà in risalto ancora di più il narratore, il telecronista, il “bordocampista che ci capisce”, che vuole bene allo sport che vediamo.
Prima queste figure avevano importanza soprattutto per le informazioni apportate, adesso quelle arriveranno artificialmente e facilmente mettendo l’accento sulla carenza “affettiva”. Per fortuna la nostra serie e le nostre produzioni ne abbondano, cosa sono in fondo i protagonisti di Sport Crime? Dei fornitori del materiale più scarso in questi anni, l’affetto de “l’amico che ti accompagna“.



