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261 anni fa scompariva Händel,compositore impresario

Sono passati 261 anni dalla scomparsa di Georg Friedrich Händel e ben 335 dalla sua nascita ad Halle in Germania, anzi all’epoca nel Ducato di Magdeburgo. Ma il bello di tutto questo è che la grandezza del personaggio, quando il personaggio “segna” la storia, è che non esiste la nazionalità, ma l’universalità della sua arte, che prevarica sia il tempo, sia i confini. Francesca Camponero ha sempre colto questo aspetto in ogni suo articolo qui pubblicato.

Georg Friedrich Händel

Un’ immagine del compositore

Anche chi di musica ne sa poco conosce benissimo il nome di Bach e quelli di Mozart e Beethoven, ma non tutti hanno presente chi sia stato Georg Friedrich Händel.

Eppure questo signore corpulento e robusto fu un cosmopolita, un uomo di mondo, un indipendente, uno dei primi grandi compositori. Ma non fu solo quello. La sua grande qualità fu soprattutto di essere un affarista della musica.

Rispetto al suo grande contemporaneo Bach che era un provinciale, un tedesco che non uscì mai dalla sua Germania, beh, Händel non vedeva l’ora di farsi conoscere fuori il suo paese ed aveva una grande passione per l’Inghilterra, tanto è vero che fu naturalizzato suddito britannico.

A Londra fece subito colpo

Andò a Londra per la prima volta nel 1710 e fece subito colpo, cosa non facile a quei tempi! Ma il suo temperamento esplosivo e nello stesso tempo gentile e generoso, lo fece apprezzare anche in quella che era una società chiusa e pettegola. Ricordiamo che nella Londra dei tempi di Händel si raccoglievano letterati, eccentrici, dandies, pervertiti, poeti, saggisti, politici e cortigiani, il che rendeva la prima città d’Inghilterra uno dei centri intellettuali più importanti d’Europa.

Con la musica Händel fece e disfece fortune, riuscì persino a possedere una bella collezione di opere d’arte tra cui dei quadri di Rembrandt. Per anni Händel dettò legge in Inghilterra, ma non solo, la sua fama arrivava ovunque, grazie alle sue rappresentazioni di opere all’italiana, una dopo l’altra. Nessun compositore riusciva a tenergli testa. Erano tempi in cui l’opera all’italiana furoreggiava, e, di conseguenza, Händel fece molti soldi. Se ne parlava dappertutto.

Pubblico e buona società sempre dalla sua parte

Il pubblico e la buona società fecero buona accoglienza all’opera Händeliana, e se il compositore subì qualche attacco fu solo da parte della stampa, ma la maggioranza degli inglesi colti non dubitò che Händel fosse il più grande musicista di tutti i tempi. E tale fu consacrato già in vita. Cosa per niente comune, infatti sono pochi i compositori della storia che hanno ricevuto tanti elogi da vivi, e di pochi si è scritto in ugual misura. Eppure, di nessuno dei compositori famosi, se si esclude Franz Schubert, si hanno così scarse informazioni di carattere personale.

Un compositore riservato

E questo perché? Semplicemente per il fatto che nessun compositore è mai stato così riservato sulla propria vita intima. Esistono dei vuoti nella cronologia di Händel, specialmente per quanto riguarda gli anni trascorsi in Italia. Sappiamo quanto guadagnò, sappiamo come fu accolta la sua musica, lui vivente, ma non sappiamo quasi niente di quel che pensava. Le poche lettere sue che ci sono pervenute sono formali e retoriche, non ci dicono nulla della sua vita personale. Per un uomo che fu al centro della ribalta – come compositore, come impresario, come esecutore, come personaggio tra i più pittoreschi di un periodo molto pittoresco – la cosa non può essere accidentale. Si direbbe che avesse un segreto da nascondere. Difese la sua privacy e fece di tutto per mantenere la sua vita pubblica separata da quella privata.

Nasce lo stesso anno di Bach

Il compositore da giovane

Nato a Halle il 23 febbraio 1685, lo stesso anno di Bach, a dieci anni suonava già così bene l’organo da attirare l’attenzione del duca Giovanni Adolfo di Weissenfels. L’amicizia che strinse ad Amburgo con il giovane compositore tedesco Johann Mattheson gli fece venire la voglia di comporre sul serio. Il brano che scrisse per festeggiare il compleanno della regina Anna, gli assegnò una pensione annua di 200 sterline. Ma quando la regina Anna morì, nel 1714, e sul trono d’Inghilterra le succedette Giorgio I, Händel riuscì ad entrare anche nelle grazie di questo, con la pensione raddoppiata.

Le opere di Händel tutte in italiano

Händel dette così inizio alla composizione di una lunga serie di opere occupandosi dell’aspetto economico e dell’esecuzione non meno che dell’aspetto creativo. Händel fu un lavoratore velocissimo. Avrebbe finito col comporre oltre quaranta opere. Erano tutte in italiano, e appartenevano tutte al genere che oggi chiamiamo dell’opera barocca che obbediva a una formula ben precisa, caratterizzata da determinate convenzioni, il cui libretto si basava sempre su un argomento classico o mitologico.

Händel astuto e sorprendente

Ma la cosa più interessante riguardo a questo furbo signore è che una parte sorprendentemente cospicua della musica di certe sue opere non è originale. Già, proprio così. Del resto nessun peccato! Il pubblico dei suoi tempi era disposto ad accettare le appropriazioni di musica altrui.  Gli autori della biografia di Händel fecero capriole per spiegare o giustificare questo fatto che all’apparenza non gli rende molto onore. Per dirla brutalmente, Händel fu un plagiario e ai suoi tempi era noto come tale.

Ma per oltre centocinquant’anni la musica, in Inghilterra, fu stretta nel suo enorme pugno, e solo Mendelssohn riuscì a fare una certa impressione. Ma con i primi anni del ventesimo secolo la fama di Händel cominciò a declinare anche in Inghilterra. Oggi stupisce vedere come lo si esegua poco in pubblico.

E dispiace perché come scrisse il “Chester and North Wales Magazine” dell’aprile 1813: «La musica di Händel è mirabilmente adatta a riempire lo spirito di quella forza di estasi devota che, ricordando il nostro benedetto Signore e Salvatore, come uomini dovremmo ammirare e, come cristiani, sentire».

Morì 261 anni fa.Oggi.

Mori il 14 aprile 1759, duecentossessantuno anni fa, a settantaquattro anni, pare sia stato un ictus cerebrale, e tutta l’Inghilterra ne fu sinceramente addolorata. Lo si ricorda come uomo di fede semplice e scevra da complicazioni, la cui visione della vita era altrettanto semplice e lineare.