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14 domande e 14 risposte per capire il mondo dell’arte

14 domande e 14 risposte sull’arte – Foto G.Altmann

14 domande e 14 risposte su tutto quello che avreste voluto sapere sul mondo dell’arte e forse non avete mai osato chiedere. Dopo l’argomento dello scorso mese su ART Sharing, ho pensato di coinvolgere i lettori che seguono la nostra rubrica di arte e investimento sui dubbi che mi vengono posti più spesso.

Sono molte le domande poste dai neofiti del settore, affascinanti sì, ma anche insidiose. Spaziano dalla semplice curiosità, agli aspetti tecnici che più interessano i collezionisti.

Così ho deciso di riassumere in questo articolo i quesiti più frequenti, lasciando a voi la scelta dell’argomento da approfondire nelle prossime puntate. Pronti? 

A ogni domanda una risposta – Foto G.Altmann

1-Il mercato dell’arte è regolamentato?

Si dice che la riservatezza sia la principale norma non scritta che vige nel mercato dell’arte. Personalmente penso invece che oggi più che mai il mercato abbia bisogno di regole ben precise, soprattutto sulla compravendita nel “private sale” o più semplicemente nelle vendite tra collezionisti privati e mercanti d’arte, società d’arte e gallerie.

Senza dubbio si tratta di un mercato diverso da quello finanziario, dove paradossalmente le regole sono poche, la trasparenza bassa, ma la redditività piuttosto alta, se le operazioni vengono svolte in modo preciso da un professionista (l’art dealer).

2-È facile trovare tutte le informazioni che mi servono?

Le informazioni molte volte non sono note a tutti gli individui che entrano nel processo di compravendita: una parte degli addetti ai lavori ne ha di più rispetto al resto dei partecipanti. Quindi si ha una cosiddetta asimmetria informativa.

La presenza di conflitti d’interesse tra soggetti che svolgono diversi ruoli può dare poi luogo ad operazioni su alcuni artisti (talvolta ancora giovani) tali da innescare pericolose azioni speculative, alimentate dalla grande liquidità affluita sui mercati in questo periodo.

 Dettaglio che rischia di bruciare le corrette valutazioni. È proprio per questo motivo che è sempre più importante la figura professionale dell’art dealer. 

3-È difficile avere stime attendibili?

In molti casi mancano dei dati o ci sono “dati inquinati” per una stima corretta dell’opera. Spesso c’è carenza di materiale paragonabile e la soggettività di giudizio troppe volte influenza la stima. Il tempo resta sempre il filtro più importante per il consolidamento dell’opera.  

4-Come si determina il prezzo di un’opera?

È complesso. Spesso segue dinamiche non lineari: reputazione ed età dell’artista, correnti e scuole di appartenenza, prestigio di chi espone, autore, tecnica esecutiva, data, misure, chi possiede l’opera, galleristi, collezionisti, musei, critici, riconoscimenti “to sociale” …

5-È importante l’autentica?

Prima di qualsiasi compravendita è fondamentale accertarsi sempre che l’opera sia corredata di certificati di autenticità o provenienza e verificare l’autenticità presso l’artista, o l’archivio, o il soggetto autorizzato ad archiviare le opere.

È cosa buona e giusta diffidare di expertise fornite da persone che non abbiano titolo a farlo. Un expertise valida deve essere fatta dall’artista nel caso in cui sia ancora in vita. Altrimenti rivolgetevi a fondazioni, archivi ed esperti con titoli accademici.

Il collezionista e le precauzioni da prendere, ecco la sesta delle 14 domande

6-Cos’è una due diligence?

Per fortuna, oggi, nell’era dell’informatica, esistono database online che raccolgono tutte le opere di cui sia stato denunciato il furto o lo smarrimento. Grazie ad essi si ricostruiscono analiticamente tutti i passaggi di proprietà dell’opera nel corso del tempo e può essere escluso il rischio di qualunque futura rivendicazione o pretese risarcitorie da parte di terzi.

7-Cos’è il condition report?

È un documento che indica lo stato di conservazione di un’opera, redatto in occasione di prestiti, art sharing, movimentazioni, imballaggi, interventi di restauro o di manutenzione, variazioni delle condizioni espositive, danni o degradi. È indispensabile anche ai fini assicurativi: evita infatti controversie in caso di danneggiamento o peggioramento di un deterioramento già in atto.  Generalmente le Case d’Asta lo producono per le opere da battere.  

8-Cos’è il facility report?

Ogni qualvolta l’opera viene spostata dal domicilio del collezionista, si stila un rapporto nel quale sono dettagliate le condizioni della stessa e si elencano le condizioni di sicurezza dei locali espositivi e dei depositi temporanei.

9-Cos’è l’object Id?

È un documento che descrive nei dettagli l’opera e che servirà, se trasmesso al Comando dei Carabinieri della TPC, a ritrovarla in caso di furto o smarrimento. 

10-Sono tassati i rendimenti sulla vendita di un’opera?

In Italia non esiste una specifica disposizione in materia: se il collezionista non fa della compravendita un’attività professionale, non paga alcuna imposta. 

11-Cos’è il diritto di seguito e quando si applica?

È il compenso riconosciuto all’autore (artista) ed è previsto dopo la vendita successiva alla prima. Nei 70 anni successivi alla sua morte, le eventuali ulteriori vendite devono riconoscerlo agli eredi.  

12-Quali sono nell’arte, i periodi storici più richiesti?

L’arte moderna ha battuto i top lot più elevati. A seguire ci sono gli scambi di arte del dopoguerra e contemporaneo.

13-Qual è il mercato più vivace dove si scambiano i capolavori?

New York è sicuramente la piazza più importante nel mercato internazionale. Seguono Cina e Londra quasi di pari passo. L’Italia scambia per l’1,5% dei valori mondiali… forse perché siamo uno degli Stati membri dell’Ue ad avere le aliquote Iva più alte?

14-Qual è il momento buono per entrare nel mercato dell’arte?

Questa è stata una domanda che mi ha fatto sorridere, perché l’arte, per quanto mi riguarda, è trasmettere emozioni prima ancora di costituire un investimento.

 Perché il punto è questo: quando stai comprando un’opera d’arte, compri più di un semplice oggetto. Stai comprando centinaia di ore di fallimenti ed esperimenti. Stai comprando giorni, settimane e mesi di frustrazioni e momenti di pura gioia.

 Non stai comprando solo una cosa, stai comprando un pezzo di cuore, una parte dell’anima, un momento della vita di un’altra persona. 

Poi, certo, mi rendo conto che mi si chiede una risposta meno da idealisti e più pratica.

Ecco, per essere più pratici, la mia risposta è che avere un oggetto d’investimento tangibile e concreto a propria disposizione può fare la differenza in qualsiasi momento.

Cari lettori, questo è un menu abbastanza ampio di quesiti e argomenti. Ce ne sarebbero molti altri, ma penso che la prima lista costituisca già un buon inizio per aprire all’approfondimento. Non mi resta che attendere le vostre richieste.