Globe Today's

Notizie quotidiane internazionali

10 dita come le 10 puntate di Sanremo a Sanremo

10 dita, due mani e 10 puntate di Sanremo a Sanremo! Il 10 nel calcio è il numero più importante, rappresenta il genio e la sregolatezza del regista classico. Maradona, Pelè, Platini, Baggio, Del Piero, Totti. Insomma la compagnia del numero 10 e grande sotto tutti i punti di vista. Ma 10 è magico anche nella musica la Top Ten delle classifiche, per non parlare di …dieci ragazze per me… di Battisti. Forse abbiamo esagerato. Carlo Denei sarà davvero un numero 10 così bravo? Beh se avete seguito fino alla puntata nove, non vi rimane che leggere la dieci per saperlo. O no?

Ebbene si. Siamo arrivati alla puntata 10, ma non ancora a Sanremo – Foto N.Verlaan

Loana e Maurizio

Poco dopo il curvone che porta a Torre del Mare e quindi a Spotorno siamo stati raggiunti dagli amici Maurizio e Loana, proprietari del Noodles Cafè, locale cult della riviera di ponente, dove si fa musica e cabaret tutto l’anno e dove stasera faremo cose mai viste.

Tanto per cominciare, incoraggiati dal tepore dell’albergo, ci siamo lavati. Siamo ospiti dell’Hotel Corallo, tre stelle, aperto tutto l’anno. Abbiamo una camera doppia, quindi pure stanotte dovrò dormire con un regista. Una volta sistemati i bagagli e fatta la giusta doccia, siamo scesi alla reception dove ci aspettava Loana col direttore dell’hotel Corallo, che aveva preparato degli stuzzichini al salmone per darci il benvenuto.

Questo a dimostrazione del fatto che la Liguria ha grandi risorse emotive, soprattutto in inverno. La vista mare che possiamo godere dal balcone della stanza dove siamo ospiti è davvero impagabile: difatti non pagheremo.

Tour di Spotorno

Piove ancora e copiosamente, ma Loana m’ha preparato un tour dei negozi che va fatto ad ogni costo: ci aspettano due bar e un negozio di scarpe. Avrei dovuto (e chi mi conosce bene sa quanto mi sarebbe piaciuto) visitare anche un’agenzia di pompe funebri, e la cosa pareva fatta, poi però il titolare ha rinunciato, credo, per lutto. E dire che avevo già due slogan: “Chi non muore non si vede!” e l’incoraggiante “Trapassate qui a Spotorno sia di notte che di giorno”.

Per primo abbiamo visitato il “Bar Cambusa” dove, per colpa della pioggia, non c’erano più di sette, forse otto persone: il mio pubblico!

Ovviamente non mi sono fatto prendere dallo sconforto ed ho sfoderato una performance decorosa, facendo un paio di microsing stile Settimo Maledetto, un “Occhiali cinesi” alla meno peggio da me, con la chitarra ed infine “Saremo a Sanremo” col monitor a rotelle che non benedirò mai abbastanza. Poi è stata la volta di un negozio di scarpe che i titolari avevano appena chiuso, ma hanno subito riaperto non appena m’hanno visto arrivare.

Manco fossi Bruce Springsteen, “The Boss”! Non so se qualcuno di voi che sta leggendo e fa il mio mestiere s’è mai esibito in un negozio di scarpe; io sì e l’ho fatto proprio da “Beppe”, lo storico negozio spotornese che vende calzature da più di cent’anni! L’esibizione è stata dignitosa e i titolari m’hanno apostrofato dicendomi: “Cantautore dei miei stivali” che detto da loro può considerarsi un complimento. L’ultimo esercizio era un bar e più precisamente il “Bar pasticceria Pole pole” che in lingua swahili vuol dire “Stai calmino”. Ad assistere a questo intervento c’erano i due titolari, Angelo Lavizzari e Loana, mentre Max è rimasto in albergo a finire il montaggio per Primocanale che invieremo stanotte per il Tg di domattina. Inutile dire che, come si dice in gergo, ho dato il bianco.

Anche se, visto che ci stiamo avvicinando alle zone del Pigato, e visto che ci trovavamo in un bar, sarebbe stato meglio se il bianco l’avessero dato loro a me.   

Grande show al Noodles

A Spotorno ho rivisto Nicola, che mancava da domenica, e Maurizio, arrivato apposta da Milano. Le premesse per una serata col botto c’erano tutte e difatti è stato così.

Loana e Maurizio hanno invitato amici e conoscenti per una cena sontuosa e succulenta. I piatti erano abbondanti, soprattutto il vitello tonnato che di solito non mangio, ma stavolta ho bisogno di proteine, e allora giù!

(Poi ho scoperto, mio malgrado, d’aver mangiato tutto il vitello tonnato del mio tavolo, destinato a sette persone…). Nessuno però m’ha sgridato, anche perché la festa era in mio onore. Mica possono sgridare il festeggiato!   

Tornando alla festa, devo dire che è stata davvero strepitosa, specie sul palco, dove a ravvivare la serata sono intervenuti Maurizio, che ha fatto pezzi di Sinatra e Nicola che ha suonato la tastiera, il grande chitarrista Andrea Valeri e un pezzo di storia della chitarra: Armando Corsi, l’uomo che ha suonato con i più grandi, da Fossati a De André, da Mia Martini alla Bertè e che oggi s’è ridotto a suonare con me. Comunque sia, resta  un grandissimo artista con una verve da ragazzino ed un orecchio assoluto. Armando, a sentirlo suonare, sembra che abbia fatto un patto col diapason.

Il mio momento

Il meritato riposo del nostro eroe Carlo Denei

Poi è arrivato il mio momento. Ho fatto un po’ il cretino, che in fondo è il mio mestiere, e dopo ho cantato “Alberi” accompagnato da Nicola e Andrea Valeri che a volte accompagna Bocelli. Ad un certo punto della serata è apparso un cameraman della Rai, un tal Jimmy, amico di Maurizio Martellini, giunto direttamente da Sanremo dove sta lavorando per il Festival. Jimmy ha ripreso tutti noi mentre sul palchetto del Noodles intonavamo “Saremo a Sanremo” in playback. Fuori ha continuato a piovere, ma all’interno del locale la festa non s’è chetata.

Festa dedicata a me e alla mia impresa, ma io tocco ferro: non siamo neppure a metà del mio viaggio e da domattina, ogni volta che mi alzerò dal letto, lo considererò un piccolo miracolo. 

Ancora freddo

Questa stanza, esattamente come le precedenti, è gelata. Riscaldata da un vecchio termosifone, oggi pomeriggio pareva tiepidina, poi il regista verdeoro che soffre il freddo più di una vecchia zia, ha preteso più caldo ed ha acceso il condizionatore, che evidentemente non sa usare, perché spara aria gelida. Nel tardo pomeriggio, poco prima della serata musicale, avevamo chiesto un tecnico e quelli dell’hotel ci avevano mandato un russo in canottiera che, dopo aver preso in mano il telecomando, aveva detto: “Lo spiezzo in due”. Dal tardo pomeriggio a stanotte nulla è cambiato anzi, dopo l’intervento del russo in canottiera, la situazione pare peggiorata. Imprecando verrebbe da dire: Corvo di Salaparuta!!   

E a questo punto, vi do l’appuntamento alla prossima per continuare il viaggio insieme.